UN’INTUIZIONE “SEMPLICE E GENIALE” DI JOSÉ MARIA ESCRIVÀ

Un giovane studente universitario si rivolse a Josè Maria Escrivà perchè con l’intensificarsi degli studi non riusciva più a coniugare la vita di tutti i giorni con la preghiera ed il beato fondatore dell’Opus Dei gli rispose dicendogli: “Santifica la tua vita con lo studio, dedica il tuo lavoro al Signore”. Così mons. Javier Echevarría, Prelato dell’Opus Dei, intervenendo al congresso internazionale “La grandezza della vita quotidiana” che si sta svolgendo a Roma, ha ricordato quella che è una delle intuizioni originali del beato Escrivà, prossimo alla canonizzazione, e cioè la “santificazione del lavoro”. Mons. Echevarria ha spiegato che “il beato Josemaría visse e predicò incessantemente l’identificazione con Gesù Cristo, perfetto Dio e perfetto Uomo”. Il suo proposito era quello di “coltivare le virtù umane insieme a quelle soprannaturali. ‘Dobbiamo essere molto umani; altrimenti non potremmo essere neanche divini – affermava Escrivà -. La testa vicino al cielo ma con i piedi ben piantati per terra”.
Questa intuizione semplice e geniale nello stesso modo fu a suo tempo rivoluzionaria, perché veniva in un momento in cui la cultura dominante separava l’essere dal fare, la fede concepita come parte della vita privata distinta dalla vita quotidiana. Mons. Echevarria ha sottolineato come il beato José Maria Escrivà indicava la “grandezza della vita quotidiana”, l'”eroismo della vita ordinaria”. Il suo insegnamento invita a trovare il senso ultimo della vita, cioè Dio proprio all’interno della quotidianità e non in ambiti separati dalle attività di ogni giorno o estranei al mondo e a realizzarsi con pienezza in questo cammino, che è comune all’immensa maggioranza degli uomini”. Il prelato dell’Opus Dei ha concluso indicando in questa via: “l’unità di vita che porta a cercare Dio nelle realtà quotidiane; l’amore per la libertà, dono eccelso ricevuto da Dio che ha come frutto il dono di sé, il consegnarsi; il primato dell’arbitrio e della trascendenza umana e soprannaturale dell’agire libero, nella vita delle persone e dei popoli. Tutto questo racchiuso nella convinzione della grandezza della vita quotidiana, perché è lì che l’uomo è chiamato a ‘corredimere’, a identificarsi con Cristo”.

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