SANTA SEDE: RESO NOTO IL “MOTU PROPRIO” DI GIOVANNI PAOLO II SULLE “OFFESE” DEI SACERDOTI AI SACRAMENTI

“Sacramentorum Sanctitati Tutela”, “La tutela della santità dei Sacramenti”, è il “Motu Proprio” di Giovanni Paolo II sulle “offese” (“delicta”) dei sacerdoti ai sacramenti e ai costumi (la pedofilia) per le quali viene riconosciuta giurisdizione esclusiva del tribunale della Congregazione per la dottrina della fede. Il documento del Papa porta la data del 30 aprile 2001: si tratta di un testo breve (una pagina e mezzo), disponibile in latino, che rimanda ad un documento più ampio (quattro pagine) della Congregazione per la dottrina della fede, che porta la data del successivo 18 maggio 2001. Tale testo, firmato dal prefetto della Congregazione, card. Ratzinger, elenca quattro “offese gravi” dei sacerdoti all’Eucarestia, tre al Sacramento della Penitenza e una ai costumi. Tali documenti, già da tempo inviati a tutti i vescovi del mondo, sono stati resi noti solo all’inizio di gennaio, come ha rilevato l’agenzia cattolica francese “I Media”, con la pubblicazione negli “Acta Apostolicae Sedis”.” “La Congregazione per la dottrina della fede, nel documento che accompagna il “Motu Proprio” del Papa, indica come offese gravi dei sacerdoti all’Eucarestia il “prendere, tenere o gettare le Sante Specie a fini sacrileghi, attentare contro la liturgia del sacrificio eucaristico o simularla; concelebrare con dei sacerdoti di comunità ecclesiali che non seguono la successione apostolica o non riconoscono la dignità sacramentale dell’ordinazione sacerdotale; consacrare per delle ragioni sacrileghe una delle materie senza l’altra o consacrare le due al di fuori della celebrazione eucaristica” (per materie si intende il pane e il vino dell’Eucarestia, ndr). (segue) ” “

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