SIR EUROPA, NATALE ORTODOSSO: MESSAGGIO DI ALESSIO II, “CHE LA SOFFERENZA NON INDURISCA I NOSTRI CUORI”

“Che la sofferenza non indurisca i nostri cuori”. E’ il messaggio che Alessio II, patriarca di Mosca e di tutta la Russia ha lanciato quest’anno per la festività di Natale che la Chiesa ortodossa russa ha celebrato ieri. Nel messaggio, il patriarca – che ha presieduto la celebrazione del rito di Natale ieri sera nella cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca – traccia una sorta di bilancio dell’anno passato, ricordando le gioie che “grazie a Dio” la Chiesa ortodossa russa ha vissuto ma anche “le tante sofferenze” che hanno attraversato il Paese e il mondo. Alessio parla di “povertà, insicurezza sociale”; ricorda “la minaccia del terrorismo, la criminalità” e cita anche “la diffusione dell’immoralità, l’alcolismo, la droga e tutti gli altri vizi mortali”. “Non è possibile – ha osservato – cambiare in meglio la società senza la fede, la speranza e la carità”. Il messaggio di Alessio II fa anche riferimento alla difficile situazione internazionale. “C’è ancora inquietudine – scrive – nel mondo oggi. I popoli non hanno cessato di mettersi gli uni contro gli altri. Migliaia di civili in diversi paesi sono caduti vittime del male. In una situazione così dura, non dobbiamo tuttavia dimenticare le parole che Cristo, il Salvatore, rivolge ad ognuno di noi: “Non temere, continua solo ad aver fede!” Alessio II ha quindi chiesto ai fedeli di “intensificare la preghiera per la nostra madre Patria, il nostro popolo e per l’intera umanità”. Il 2001, comunque, si chiude con un bilancio positivo per la Chiesa ortodossa russa. “La costruzione di nuove chiese e la restaurazione di altre – sottolinea il Patriarca – sono continuate; nuovi monasteri e scuole teologiche sono stati aperti e la nostra cooperazione con lo Stato e la società si è rafforzata”. Alessio ricorda anche le visite da lui fatte in diverse diocesi e il viaggio in Armenia. “Visitando diocesi vicine e lontane – ha commentato il Patriarca – ho potuto vedere come sempre più persone che stanno ritornando alla fede dei loro padri”.

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