IMMIGRAZIONE: A EBOLI UN GIOVANE MAROCCHINO CON TRE DITA TAGLIATE. LA CARITAS, “UNA PUNIZIONE?”

Kamal, è un giovane marocchino di 23 anni, che vive clandestino in Italia ad Eboli. Come tanti suoi connazionali vive facendo piccoli lavoretti: fino a due domeniche fa si guadagnava da vivere raccogliendo pigne lungo la litoranea. Il 13 gennaio gli vengono amputate tre dita della mano sinistra. “Ufficialmente – dice don Vincenzo Federico, direttore della Caritas diocesana di Teggiano-Policastro – non si sa perché Kamal abbia ricevuto questa punizione, ma la legge islamica prescrive questo tipo di pratica contro chi è contravvenuto alla legge coranica o per chi ha commesso furti”.
Il giovane, ricoverato in ospedale, esclude che sia questa la ragione della sua disgrazia. “Kamal afferma di essere stato aggredito – spiega don Federico – e di aver difeso il viso con la mano. I medici, invece, parlano di un taglio netto delle dita, che fa pensare proprio ad un’esecuzione secondo la legge islamica”. Adesso l’immigrato, che ha riportato anche ferite alle gambe, è ospite di un centro di accoglienza della Caritas di Teggiano-Policastro, dopo aver ricevuto in ospedale la visita del vescovo, mons. Angelo Spinillo. “Era opportuno allontanarlo da Eboli – osserva don Vincenzo – per motivi di sicurezza. Essendo Kamal un clandestino, cercheremo di fargli avere un regolare permesso di soggiorno e l’invalidità permanente per l’amputazione delle dita. Alla fine della convalescenza, poi, vogliamo aiutarlo ad inserirsi in un contesto lavorativo”.

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