GIOVANE UCCISO A GENOVA: DON CAVIGLIONE, “UNA MADRE ADDOLORATA MA SAGGIA”

“Il tragico fatto, che ha colpito due giovani vite, non dovrà diventare ulteriore motivo di esclusione o di contrapposizione. Come ha detto la mamma, addolorata ma saggia: niente strumentalizzazioni”. E’ il parere di don Carlo Caviglione, responsabile della pastorale sociale della diocesi di Genova, che interviene in merito alla vicenda del giovane ucciso la notte del 31 dicembre nel centro storico di Genova da un immigrato marocchino, entrambi coinvolti in traffici poco raccomandabili. La madre, Alberta Conte, non ha chiesto vendetta per la morte del figlio di 22 anni né “rancori sulla sua memoria”. “Parole che lasciano il segno – osserva don Caviglione -. Si ascoltano raramente espressioni e sentimenti così dignitosi e sereni, sulle labbra di una madre, colpita da un immenso dolore. Eppure le troviamo sulla linea di quelle che il Papa ha rivolto al mondo intero, proprio all’inizio del nuovo anno: Non c’è pace e giustizia senza perdono”. “Anche se il termine ‘perdono’ non si trova nelle parole della signora Alberta – nota don Caviglione -, tuttavia si ha netta l’impressione di ascoltare la voce del cuore, che comprende e perdona”.

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