EBREI-CATTOLICI: IL PAPA, “MAI PIÙ GUERRE IN NOME DI UNA IDEOLOGIA”

“Shalom, pace!”. Con questa espressione biblica, il Papa ha salutato i partecipanti all’incontro organizzato in questi giorni a Parigi dal Congresso ebraico europeo sul tema: “Dopo il Vaticano II e la ‘Nostra Aetate’: approfondimento dei rapporti tra ebrei e cattolici in Europa sotto il pontificato di Giovanni Paolo II”. All’incontro hanno partecipato anche il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani e il card. Jean-Marie Lustiger, arcivescovo di Parigi. ” “In un messaggio inviato al card. Kasper, Giovanni Paolo II è tornato a chiedere – a pochi giorni dalla Giornata di preghiera di Assisi – a ebrei e cattolici di “trasmettere alle nuove generazioni” le ricchezze e i valori comuni che appartengono alle due tradizioni religiose, affinché “mai più l’uomo disprezzi il suo fratello in umanità e mai più guerre e conflitti siano condotti in nome di un’ideologia che disprezza una cultura o una religione”. “Al contrario – ha aggiunto il Santo Padre – le differenti tradizioni religiose sono chiamate a mettere il loro patrimonio al servizio di tutti, per edificare insieme la casa comune europea, unite nella giustizia, la pace, l’uguaglianza e la solidarietà”. Il Papa ha ricordato la Giornata di preghiera per la pace ad Assisi durante la quale – ha detto – “tutte le religioni si sono impegnate ad operare per la pace, offrendo così un segno di speranza per il mondo”. E’ un impegno – ha osservato il Papa – che richiama soprattutto ebrei e cristiani a collaborare insieme in nome del messaggio che “viene dal Dio dell’Alleanza con Mosè, i patriarchi e i profeti”. Riguardo alle relazioni tra ebrei e cattolici, Giovanni Paolo II scrive: “Dopo la Dichiarazione Nostra aetate del Concilio Vaticano II numerosi progressi sono stati realizzati, e me ne rallegro, in favore di una migliore comprensione reciproca e di una riconciliazione tra le nostre due comunità. Un tale testo costituisce un punto di partenza, una base, una bussola per le relazioni future. Dopo i dolorosi avvenimenti che hanno segnato la storia dell’Europa, soprattutto nel corso del ventesimo secolo – ha aggiunto il Santo Padre – occorre dare uno slancio nuovo alle nostre relazioni, affinché la tradizione religiosa, che ha ispirato la cultura e la vita del Continente, continui a far parte della sua anima, permettendole così di mettersi al servizio delle fede di ogni uomo”. ” “

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