DIVORZIO: MONS. BETORI, “LA CHIESA NON È FONDAMENTALISTA”

La Chiesa “non è fondamentalista” e “non interviene mai dall’esterno per condizionare lo Stato”: chiede solo “cittadinanza” per “poter esprimere la sua visione del mondo”, in modo che “possa acquisire la maggiore condivisione possibile e tradursi in acquisizioni concrete, anche tramite la legislazione”. Lo ha detto oggi mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, rispondendo alle domande dei giornalisti, a margine della presentazione del Comunicato finale del Consiglio episcopale permanente, svoltosi nei giorni scorsi a Roma. Argomento centrale del dibattito con la stampa: il discorso del Papa alla Rota Romana, in cui ieri il Pontefice è tornato a difendere l’indissolubilità del matrimonio. Sottolineando la “significativa convergenza” tra le parole di Giovanni Paolo II e quelle del card. Camillo Ruini, che nella prolusione al Consiglio permanente aveva dedicato ampio spazio alla “questione antropologica” e al tema della famiglia, Betori ha detto che la “deriva etica” che si manifesta “nell’incapacità di stabilire rapporti stabili e duraturi tra le persone” dovrebbe preoccupare “non solo la Chiesa, ma tutta la società”. Il Papa, infatti, “invita tutti, non solo gli operatori del settore, a non essere semplici ‘sanzionatori’ della disgregazione di un rapporto, ma al contrario a sostenerlo, a fare di tutto per rinsaldare il legame matrimoniale”. Del resto, per il segretario generale della Cei, “è questa la filosofia di fondo anche delle leggi civili del nostro Paese, che non partono mai dall’idea di far crescere le situazioni di sofferenza”. Non si tratta, quindi, come qualcuno ha scritto, di fare “obiezione di coscienza” nei confronti del divorzio, ma di “scelte che fanno appello alla coscienza personale”. Gli avvocati o gli operatori del settore, ha spiegato ad esempio Betori, “dovrebbero interrogarsi se ciò che si sta facendo è un percorso che deve portare inevitabilmente alla divisione della coppia, oppure se ci sono altre possibilità per uscire dalla crisi”. ” “” “

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