IL PAPA: “DIFENDERE L’INDISSOLUBILITÀ DEL MATRIMONIO” SENZA CEDERE ALLA “MENTALITÀ DIVORZISTICA” (2)

“L’attività giudiziaria della Chiesa – ha osservato il Papa – s’ispira al principio dell’indissolubilità del matrimonio e tende a garantirne l’effettività nel popolo di Dio”. Infatti, “senza i processi e le sentenze dei tribunali ecclesiastici, la questione sull’esistenza o meno di un matrimonio indissolubile dei fedeli verrebbe relegata alla sola coscienza dei medesimi, con il rischio evidente di soggettivismo, specialmente quando nella società civile vi è una profonda crisi circa l’istituto del matrimonio”. Per questo, “ogni sentenza giusta di validità o nullità del matrimonio è un apporto alla cultura dell’indissolubilità sia nella Chiesa che nel mondo”. E contro chi ritiene che “il divorzio sia talmente radicato in certi ambienti sociali, che quasi non valga la pena di continuare a combatterlo”, il Papa ha chiesto di “diffondere una mentalità, un costume sociale ed una legislazione civile a favore dell’indissolubilità”. D’altronde, ha fatto notare, “il valore dell’indissolubilità riguarda uno dei capisaldi dell’intera società. E, pertanto, mentre sono da incoraggiare le tante iniziative che i cristiani promuovono per il bene delle famiglie, non possono mancare quelle rivolte al riconoscimento pubblico del matrimonio indissolubile negli ordinamenti giuridici civili”. Perciò, “all’opposizione decisa – ha esortato il Santo Padre – a tutte le misure legali e amministrative che introducano il divorzio o che equiparino al matrimonio le unioni di fatto, perfino quelle omosessuali, si deve accompagnare un atteggiamento propositivo, mediante provvedimenti giuridici tendenti a migliorare il riconoscimento sociale del vero matrimonio nell’ambito degli ordinamenti che purtroppo ammettono il divorzio”. Da qui, dunque, l’impegno “degli operatori del diritto in campo civile” ad evitare qualsiasi “cooperazione al divorzio”. Se ciò per “i giudici può risultare difficile, poiché gli ordinamenti non riconoscono un’obiezione di coscienza per esimerli dal sentenziare”, essi, tuttavia, “devono trovare mezzi efficaci per favorire le unioni matrimoniali, soprattutto mediante un’opera di conciliazione saggiamente condotta”. Anche “gli avvocati, come liberi professionisti – ha concluso il Papa – devono sempre declinare l’uso della loro professione per una finalità contraria alla giustizia com’è il divorzio. In questo modo, con la loro opera di aiuto e pacificazione delle persone che attraversano crisi matrimoniali, gli avvocati servono davvero i diritti delle persone, ed evitano di diventare dei meri tecnici al servizio di qualunque interesse”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Informativa sulla Privacy