SIREUROPA: I VESCOVI SVIZZERI, “SÌ ALL’ADESIONE ALLE NAZIONI UNITE”

Pur con tutti i suoi problemi l’ONU è oggi lo strumento più efficace per preservare e stabilire la pace mondiale, così la Conferenza episcopale svizzera, in un comunicato ufficiale diffuso oggi, si esprime a favore dell’adesione della Svizzera alle Nazioni Unite che sarà sottoposta a referendum il prossimo 3 marzo. “Come abbiamo già più volte sostenuto”, questo l’esordio dei vescovi, “diamo il nostro fermo appoggio a questa adesione” perché “l’ONU mira a promuovere la giustizia tra i popoli e ricerca allo stesso tempo soluzioni ai problemi dell’umanità, quali la degradazione dell’ambiente.”” “Motivando il loro sostegno i vescovi sostengono di sentirsi “uniti agli insegnamenti della Chiesa universale” che, attraverso le encicliche e i messaggi degli ultimi papi, da Giovanni XXIII a Giovanni Paolo II, passando per Paolo VI “ha riconosciuto e sostenuto il lavoro dell’ONU”, dandone prova nella Costituzione “Gaudium et Spes” del 1965 e ricordandolo nei documenti del II sinodo dei vescovi del 1971 e nel Catechismo della Chiesa cattolica.” “”La nostra neutralità non può costituire un ostacolo all’appartenenza all’ONU” che oggi non è più, come al momento della sua costituzione, “l’insieme dei vincitori del conflitto ma l’insieme di tutte le nazioni”. Appellarsi ad essa in questa occasione potrebbe rappresentare uno svantaggio e un motivo di isolamento della Svizzera in quanto “la prosperità e la sicurezza dei suoi abitanti dipendono sempre meno da quello che un singolo Stato da solo può realizzare e sempre più da quello che la comunità internazionale intraprende per la pace e l’ambiente”. ” “Il vero problema è ora non quello se la Confederazione “debba o meno entrare a far parte dell’ONU, ma piuttosto se possa continuare a permettersi, come singolo Stato, di non entrarvi”. Diversamente dalla Santa Sede, “che rinuncerebbe al suo compito puramente spirituale se diventasse Stato membro”, la Svizzera perderebbe a non esserlo perché “tradirebbe la sue tradizioni umanitarie rinunciando a partecipare alle decisioni comuni.” ” “

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