EUROPA: CARD. RUINI, “NO” ALLA CONFLITTUALITÀ POLITICA, “SÌ” ALL’ALLARGAMENTO E ALLA SUSSIDIARIETÀ

Dopo l’11 settembre, la “comune assunzione di responsabilità” ha “di nuovo ceduto il passo ad una conflittualità assai acuta e sempre rinnovantesi”, nei rapporti tra gli schieramenti e le varie forze politiche. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi, a Roma, i lavori del Consiglio permanente dei vescovi italiani. Il cardinale ha fatto un esempio per tutti: “un tema di grandissima importanza come il contributo dell’Italia alla costruzione europea”, in particolare dopo le dimissioni del Ministro degli Esteri. Quella sull’Europa, ha commentato però il cardinale, era una “polemica forte” già prima (in occasione del vertice di Laeken e del dibattito sul futuro dell’Unione europea dopo l’avvento dell’Euro), e “al di là delle polemiche”, per Ruini un dato è certo: “la convergenza di quasi tutte le forze politiche, come della maggioranza dei cittadini, sull’obiettivo di fondo di portare a compimento, sul piano politico, economico e istituzionale, e non soltanto monetario, il disegno dell’Unione Europea, promuovendo contestualmente il suo allargamento soprattutto verso i Paesi che ne erano rimasti esclusi a causa delle vicende della guerra fredda”. E’ questa, ha sottolineato il cardinale, “la chiara posizione della Chiesa e dei cattolici italiani, per i quali è nello stesso tempo “indispensabile” che “si tenga conto della realtà storica, sociale e culturale dei popoli” che formano l’Europa”, nella logica della sussidiarietà, in base alla quale “accanto alle materie che dovranno essere sempre più demandate alla competenza e responsabilità diretta dell’Unione, ve ne sono altre che sembra assai più opportuno mantenere nella competenza delle singole nazioni”. Ruini ha concluso la parte della prolusione dedicata all’Europa ribadendo il “no”, pronunciato dal Papa, alla “marginalizzazione delle religioni”, che non sono “assimilabili ad altre formazioni sociali” e il cui riconoscimento non contrasta con “una giusta laicità delle istituzioni europee”. ” “” “” “” “

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