49ª GIORNATA MALATI DI LEBBRA: “INDIA E BRASILE I PAESI PIÙ COLPITI”

“Il Brasile non riuscirà a sconfiggere la lebbra nemmeno entro il 2005”: a denunciare le carenze sanitarie che contribuiscono all’aumento dei nuovi casi di lebbra in Brasile è Deodolinda Bitencourt de Santana, coordinatrice dei progetti dell’Aifo (Associazione italiana amici di Raoul Follereau) in Brasile, di passaggio in Italia per sensibilizzare scuole e parrocchie su questo tema, in vista della 49ª Giornata mondiale dei malati di lebbra che si celebra il 27 gennaio. In una intervista che verrà pubblicata sul prossimo bisettimanale del Sir Deodolinda Bitencourt de Santana racconta la sua esperienza e ricorda che il Brasile è il secondo Paese al mondo (dopo l’India) per numero di casi e detiene il primato mondiale di aumento dell’incidenza della malattia (circa 80.000 nuovi casi). “La malattia non è aumentata solo per una questione biologica o patologica – afferma -. Dipende anche da un processo che riguarda la situazione economica e sociale del Brasile, soprattutto dei servizi di salute. Tutta la responsabilità, che prima era del governo federale, è passata ora ai municipi, e non tutti sono in condizioni finanziarie per sostenere le varie attività. La decentralizzazione è stata fatta senza una adeguata preparazione del personale, per cui l’accesso dei pazienti ai servizi di salute è continuo e difficile. Il Brasile non è riuscito a raggiungere l’obiettivo fissato dall’Organizzazione mondiale della sanità di sconfiggere la malattia entro il 2000. Così la data, anche per l’India e altri nove Paesi, è stata posticipata al 2005, ma già sappiamo che non ce la faremo”. Naturalmente i più colpiti sono i poveri, sottolinea, “perché non hanno accesso ai servizi di salute né all’educazione” e ancora oggi, nonostante l’esistenza di farmaci che curano e guariscono la lebbra, “c’è ancora una situazione di stigma sociale” nei confronti del lebbrosi. Manca inoltre l’informazione sulla malattia, che permetterebbe di agire in tempo per bloccare le conseguenze più gravi”. L’Aifo sostiene in Brasile 22 progetti per la cura integrale dei malati di lebbra.

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