CLONAZIONE UMANA: C. CASALONE (AGGIORNAMENTI SOCIALI), “NON È UN NUOVO CASO-GALILEO”

Le questioni bioetiche e la clonazione in particolare non rappresentano “un nuovo caso Galileo”. La Chiesa cattolica dunque non può essere accusata di “oscurantismo” perché non agisce “in nome di tabù tanto arbitrari quanto sorpassati” ma in difesa della “dignità intrinseca e intangibile” di ogni essere umano, soprattutto se “indifeso ed esposto alla strumentalizzazione”. Lo afferma il gesuita Carlo Casalone dedicando alla clonazione terapeutica una riflessione che apparirà sul prossimo numero di “Aggiornamenti sociali”. A differenza del caso-Galileo, nota Casalone, le affermazioni del magistero sulla clonazione “non sono affatto isolate” ma trovano fondamento in vari “documenti di respiro internazionale”. Assai diverse sono anche alcune caratteristiche delle due imprese scientifiche. “Galileo – scrive Casalone – scrutava la traiettoria degli astri senza modificarne il corso”. Oggi, invece, la scienza è “un sapere che si ottiene tramite l’azione: manipola sistemi organizzati per estrarne informazioni”. Galileo, inoltre, “utilizzava strumenti semplici, di costruzione artigianale” mentre per la clonazione servono “attrezzature costosissime, frutto di un sofisticato apparato industriale”. Da qui la connessione “molto più stretta con il mercato e con l’industria”. “L’impennata delle azioni di alcune aziende biotecnologiche alla notizia dell’esperimento dell’ACT – osserva Casalone – mostra quanto grande sia il peso dei fattori economici e spiega anche la fretta con cui è stata divulgata la notizia dell’esperimento”. Molti, infine, accusano la Chiesa di voler “rallentare il progresso della scienza”. “Ma il vero progresso – conclude Casalone – non consiste unicamente in un aumento delle conoscenze disponibili, comunque ottenute; si realizza piuttosto introducendo nelle nostre società un orizzonte di consapevolezza morale condivisa circa l’uso dei risultati della ricerca scientifica e i metodi che essa impiega”.

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