IL VESCOVO DI PADOVA: “ELEVARE LA QUALITÀ DELLE RELAZIONI UMANE”

“I fattori indicativi di una città ‘vivibile’ non sono dati unicamente dalla qualità dell’ambiente e dei servizi. La qualità delle relazioni umane è un fattore non trascurabile e persino determinante per valutare la qualità di vita di una città”: lo scrive il vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, nel messaggio rivolto ai fedeli in occasione della festa del patrono Sant’Antonio che ricorre il 13 giugno. Secondo mons. Mattiazzo, infatti, “il valore delle relazioni umane è il cardine della qualità della vita” e questo vale in misura maggiore per la città, piuttosto che per i piccoli centri, perché essa è “l’ambiente dove si realizza la massima concentrazione della convivenza e delle relazioni umane”. Tra i problemi individuati dal vescovo ci sono la solitudine (a Padova, un terzo degli abitanti vivono soli), la mancanza di responsabilità verso l'”altro”, il pregiudizio, la diffidenza, l’ostilità. La risposta a queste domande si trova – secondo mons. Mattiazzo – nella scelta “dell’apertura benevola e nel rispondere ai bisogni del prossimo”, oltre che nella “cura delle relazioni familiari”. Si tratta quindi di agire sulla “qualità della comunicazione”, che si fonda sull’uso di una parola che deve essere “sincera, non ingannevole, rispettosa, non volgare o tale da ferire”. A questo proposito il vescovo ha fatto cenno alla qualità dell’informazione che influisce molto sulle relazioni umane, anche a livello profondo. Un passo del messaggio si occupa delle “strutture” (viabilità, edilizia, piani regolatori). “Occorre domandarsi – scrive mons. Mattiazzo – se determinate scelte sono ispirate unicamente e principalmente dal profitto economico o invece dal proposito di promuovere le relazioni umane”.

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