IL PAPA: DA RICCHEZZA E POTERE UNA “TENTAZIONE UNIVERSALE”. APPELLO PER IL CENTROAFRICA

“L’esperienza umana della ricchezza e del potere” può generare nell’uomo una “tentazione universale: agire come se si fosse arbitri assoluti di ciò che si possiede, farne motivo di orgoglio e di sopruso verso gli altri”. I re, i facoltosi e i potenti di questa terra “devono saper riconoscere in Dio, la sorgente ‘di ogni grandezza e potere'”. E’ il monito del Papa che, commentando all’udienza generale di oggi la figura biblica di re Davide, ha aggiunto “La grande tentazione che sta sempre in agguato, quando si realizzano opere per il Signore è quella di mettere al centro se stessi, quasi sentendosi creditori di Dio. Davide invece attribuisce tutto al Signore. Non è l’uomo, con la sua intelligenza e la sua forza, l’artefice primo di quanto realizza, ma Dio stesso”. Nella sua catechesi, Giovanni Paolo II ha parlato dell’esperienza che l’uomo fa di “grandezza, potenza, gloria, maestà, splendore; e poi ancora forza e potenza” ed ha affermato che “tutto ciò che di bello e di grande l’uomo sperimenta, deve essere riferito a Colui che è all’origine di ogni cosa e tutto governa”. Al termine dell’udienza, Giovanni Paolo II ha lanciato un appello per la Repubblica Centroafricana dove sono in atto scontri soprattutto nella capitale Bangui. “Da parte mia – ha detto – sono vicino a quelle popolazioni e chiedo a tutti i gruppi in lotta che depongano le armi e cooperino a restaurare un clima di concordia nel paese. Per questi scopi invito anche voi a pregare insieme con me, perché infonda nei cuori pensieri di pace e di riconciliazione”.

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