SAVONA: IL VESCOVO, “COSA SERVE ACCENDERE LE CANDELE SE…?”

“Non è un bel segno che i liguri siano più preoccupati dell’accoglienza dei turisti estivi che della partecipazione festiva all’Eucarestia”, così il vescovo di Savona, Dante Lafranconi, sabato scorso nell’omelia della veglia di Pentecoste. “Cosa serve accendere delle candele o fare delle processioni – ha continuato – se manca la preghiera?”. In particolare il vescovo ha evidenziato il calo della partecipazione all’Eucaristia e, richiamato l’invito del Papa, ha chiesto che “le chiese diventino case e scuole di preghiera” e non solo fornitrici di “servizi di tutti i tipi”. ” “Soffermandosi sul tema della carità il vescovo ha ricordato che “é più importante la comunione fraterna tra i cristiani dell’elemosina” ed ha affermato che le iniziative per i poveri di cui è evidente l’importanza “non rivelano appieno il volto di Cristo se non sono precedute ed accompagnate dall’amore fraterno fra i cristiani”.” “Infine mons. Lafranconi esprime una certa allergia a quei piani pastorali che “pensano di dire cose nuove” mentre “non dobbiamo inventare nulla perché il programma c’è già e si trova nel Vangelo”.” “

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