NOTA SETTIMANALE. Trasmettiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana

Difficile trovare le parole per gli ultimi avvenimenti della Terrasanta, la seconda intifada che ogni giorno sembra precipitare nella guerra, l’ennesima guerra israelo-palestinese. Il Papa, ancora esortando alla pace, proprio nel giorno della festa in onore di Giovanni XXIII, ha parlato di “assurda violenza”. Assurda proprio perché ormai più di cinquant’anni di conflitti e di precari armistizi dimostrano che il problema aggrovigliato della Terrasanta non si può risolvere tagliando i nodi. La guerra chiama la guerra, la violenza chiama la violenza, in una rincorsa apparentemente senza fine. Rappresaglie, attentati, azioni militari, addirittura il moltiplicarsi degli attentati suicidi, che tante discussioni sta scatenando anche tra i religiosi musulmani.” “I nodi non possono essere tagliati da una soluzione militare, proprio perché troppi sono i fili che si intrecciano: tanto in un campo che nell’altro il percorso delle identità di stato, di religione e di popolo, si dipana per profili non sempre convergenti, fino appunto ad esiti “assurdi” di violenza.” “Ancora una volta insomma la crisi della Terrasanta pone questo problema apparentemente inestricabile dell’incontro delle identità, tra i due schieramenti e all’interno degli stessi campi israeliano e palestinese. Ma, come sempre, la situazione è ancora più complessa. Da decenni la Terrasanta è uno specchio che riflette i grandi nodi delle relazioni internazionali. C’è una strada maestra, per la soluzione del conflitto, indicata nelle famose risoluzioni dell’ONU del 1968: essa prevede innanzi tutto che si rinunci alle conquiste militari e i contendenti si riconoscano reciprocamente.” “No, i nodi non si possono tagliare: si devono sciogliere, con grande pazienza, per tessere il filo di relazioni che tengano conto ma che non siano schiave dei miti sinistri della terra, del sangue e della stirpe. Se guardiamo da vicino la carta della striscia di Gaza, della Cisgiordania, della stessa città di Gerusalemme, gli insediamenti sono ormai talmente intrecciati, che nessuna operazione di “pulizia etnico-religiosa” può riuscire.” “Il “partito della guerra” sembra sempre più forte, dall’una e dall’altra parte. Ma sembra sempre più privo di reali possibilità di arrivare a soluzioni stabili. Così ritorna la necessità, tenendo fermo come sicuro orientamento le risoluzioni delle Nazioni Unite, di allacciare i fili, tanto dentro i rispettivi campi, quanto tra i contendenti. Ecco il ruolo degli Stati Uniti, ecco il ruolo possibile dell’Europa. Ecco la volontà pertinace di pace che il Papa non si stanca di proclamare.” “” “” “

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