LETTURE: IL VOLONTARIATO È SEMPRE PIÙ “LAICO”

Il volontariato “è sempre stato un fenomeno trasversale”, presente cioè “sia nel mondo cattolico che in quello laico”, ma “la tendenza più recente dimostra una dilatazione del volontariato in senso laico”. E’ quanto scrive Elisa Chiari, sull’ultimo numero di “Letture”, che presenta un dossier sul volontariato, inteso come “realtà senza confini”, in cui però negli ultimi tempi l’aspetto “laico” prevale su quello “religioso”. Lo confermano i dati: stando al mensile dei Paolini, si nota “una progressiva laicizzazione” del fenomeno, visto che diminuiscono dal 40,4 % al 36,3% le associazioni cattoliche e dal 2,5% al 2,1% quelle religiose non cattoliche; crescono, invece (dal 57,5% al 61,2%) le organizzazioni che si dichiarano di matrice non religiosa. “Alla visione salvifica – commenta l’autrice dell’articolo – si va sostituendo un dovere di cittadinanza che trova riscontro anche nelle modalità di costituzione delle associazioni, la cui nascita si deve sempre più spesso alla libera aggregazione di privati cittadini più consapevoli e meno disposti che in passato a delegare in materia di tutela”. L’elemento costitutivo del volontariato è la “gratuità”, ricorda mons. Giovanni Nervo nell’editoriale, invitando a distinguere tra volontariato e “altre forme di solidarietà sociale” (pur di “grande valore”) prive di questa caratteristica, come le cooperative sociali. “Il volontariato – sottolinea Nervo – non ha valore soprattutto per la quantità di servizi che riesce ad organizzare, ma per i valori di solidarietà, di rispetto delle persone, della loro dignità e dei loro diritti, di spirito di servizio che riesce a trasmettere chi fa questa esperienza, specialmente nei giovani, e nel contesto in cui opera”. ” “” “

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