MEDITERRANEO: ANDREOZZI, "CHIAMATI AD ESSERE MISSIONARI"

"La grande novità di questo incontro e’ stato parlare per la prima volta di prospettive missionarie nel Mediterraneo, attraverso il confronto, l’ascolto degli altri, il racconto delle proprie esperienze. In Italia, infatti, non e’ immediato intuire che il Mediterraneo si debba considerare un’area di evangelizzazione". Si e’ espresso cosi’ mons. Giuseppe Andreozzi, direttore dell’Ufficio nazionale della Cei per la cooperazione tra le chiese, alla conclusione del simposio internazionale "Istanze missionarie nel bacino del Mediterraneo, svoltosi a Malta dal 25 al 27 giugno. "La missione in questa zona – ha continuato mons. Andreozzi – ha sicuramente delle sue specificità che vanno colte e studiate. Emergono, ad esempio, con evidenza, alcuni aspetti paradossali. Innanzitutto, le Chiese d’Oriente da secoli stanno vivendo una missione tutta rivolta alla conservazione della propria comunità. In secondo luogo, la missione della Chiesa e’ annunciare la buona novella, ma nei Paesi musulmani e’ vietato evangelizzare ed amministrare i sacramenti. Infine, le Chiese del Nord Europa debbono fare i conti con la secolarizzazione e l’invecchiamento del clero: di qui, l’esigenza di fare missione al proprio interno". In generale, a giudizio di mons. Andreozzi, "parlare di missione nel Mediterraneo mette in risalto il contrasto tra quello che la Chiesa sente di essere e quello che e’ chiamata ad essere. ” “Oltre agli atti del simposio, che saranno pronti il prossimo ottobre, tra venti giorni sarà redatto un documento conclusivo dei lavori, nel quale si porrà l’accento sulla necessita’ di proseguire sulla strada dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso, di ricomporre le vecchie fratture, di conoscersi meglio, di superare la paura dell’altro, di educarsi alla convivenza pacifica e rispettosa. "Offriremo i risultati di questo simposio – ha concluso mons. Andreozzi – alle nostre Chiese locali. Entro un paio di anni si potrebbe dar vita a scambi bilaterali tra Paesi del Mediterraneo ed incontrarsi di nuovo, magari in un convegno internazionale".” “” “

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