MEDITERRANEO: IL MARE PUÒ UNIRE POPOLI E RELIGIONI

Un primo confronto tra i direttori degli Uffici missionari dei Paesi mediterranei sui problemi e le istanze di evangelizzazione è l’obiettivo che si prefigge il simposio internazionale "Istanze missionarie nel bacino del Mediterraneo" promosso a Malta (25-28 giugno) dalla Conferenza episcopale italiana attraverso l’Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese. Al simposio partecipano delegazioni provenienti da Albania, Algeria, Egitto, Francia, Italia, Libano, Libia, Palestina, Siria, Svizzera e Turchia. "Imparare a dare il giusto valore alle forme pluralistiche con cui oggi si esprime la cultura ispirata dalla fede, far emergere in tutta la sua urgenza e ricchezza l’impegno del dialogo ecumenico e interreligioso" e "lavorare per la pace tra le religioni" sono le priorità indicate da mons. Giuseppe Andreozzi, direttore dell’Ufficio Cei per la cooperazione missionaria. Le "dinamiche culturali succedutesi nei secoli nel bacino del Mediterraneo" sono "momenti di formazione di questa straordinaria unità umana e geografica" ha osservato il docente di storia delle relazioni internazionali all’Università di Urbino, Luca Riccardi, e "la comune appartenenza al genere umano deve" avviare "un dialogo che arricchisce tutti" e che può favorire la coabitazione, fenomeno oggi diffuso a causa dell’immigrazione in particolare "in Italia, Spagna e Fancia". Degli effetti positivi della coabitazione ha parlato anche il vescovo siriano, mons. Boutros Marayati. "Il confronto con i musulmani – ha spiegato – ci permette di vivere in modo più fedele al Vangelo" perché consente di "riscoprire il rispetto per gli anziani e i valori della famiglia, dell’ospitalità e della religiosità" che essi hanno conservato. Per padre Arturo Vasaturo, direttore nazionale delle Pontificie opere missionarie, "un linguaggio comprensibile a tutti, che abbia come riferimento valori universalmente accettati" è la via privilegiata per il dialogo con ebrei e musulmani. "La Chiesa cattolica – ha concluso – deve continuare ad offrire una testimonianza del Vangelo difendendo i diritti dell’uomo, la giustizia e la pace".

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