MISSIONE: MONS.ANDREOZZI, "LA FEDE RIPORTI LA PACE NEL MEDITERRANEO"

La speranza che, nel bacino del Mediterraneo, "la fede cristiana si trasformi in messaggio di pace e convivenza tra culture e religioni diverse" viene espressa oggi da mons. Giuseppe Andreozzi, direttore dell’Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese, in apertura del simposio internazionale su "Istanze missionarie nell’area del Mediterraneo" in corso a La Valletta (Malta) fino al 28 giugno. Al simposio, organizzato dall’Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese, partecipano i direttori degli uffici missionari dei Paesi del Mediterraneo. "Quello che al presente si sta vivendo in quest’area, che più volte è stata definita una delle ‘culle’ dell’umanità, mostra i caratteri di una ‘sfida’ e di una ‘speranza’ decisive – osserva mons. Andreozzi -. La tragedia in atto nella Palestina, quella sempre incombente nei Balcani, le divisioni suscitate in non pochi Paesi da opposti fondamentalismi, le tensioni fra istanze locali e sovranazionali, la presenza degli etno-nazionalismi acquistano sempre più spesso parole, toni e fatti di aperta e dura contrapposizione". Per questo, sottolinea mons. Andreozzi, "oggi il cristianesimo non può confinare la propria realtà in quest’area del mondo nella figura storica che gli ha consegnato il passato. Sente invece di essere chiamato a interpretare il presente per costruire un migliore futuro". Si tratta, in sintesi, "di rilanciare nelle nostre comunità ecclesiali la riflessione sul nesso causale tra fede cristiana e l’area geografica, culturale, politica e sociale nella quale opera". Tre sono, secondo mons. Andreozzi, le direttive di impegno: "imparare a dare più giusto valore alle forme pluralistiche con cui oggi si esprime la cultura ispirata dalla fede, accettando una visione non monolitica dell’unità spirituale e culturale che si potrà realizzare tra cristiani latini, greco-orientali, slavi, ebrei, arabi, maghrebini, e le loro comunità; far emergere in tutta la sua urgenza e ricchezza il compito del dialogo ecumenico e interreligioso come espressione tipicamente missionaria e originale del cristianesimo; lavorare per la pace fra le religioni".

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