MILANO: RAPPORTO ISMU, “È TORNATO IL CAPORALATO”

“A Milano il 70% dei lavoratori nei cantieri edili sono in nero, sono quasi tutti stranieri, slavi e albanesi, spesso considerati solo criminali. E’ tornato il caporalato”, lo afferma Salvatore Palidda, ricercatore e autore per l’Ismu (Fondazione Cariplo per l’investimento e lo studio sulla multietnicità) di un rapporto presentato oggi, dal titolo “devianza e vittimizzazione tra i migranti”. Per Palidda: “Se continua ad essere difficile l’integrazione regolare degli stranieri, continueranno a crescere marginalità, irregolarità e devianza”. Per il ricercatore va rigettata l’equazione “immigrato uguale criminale”. “Chiediamoci perché lo spaccio di strada, in una città come Milano, è affidato agli stranieri, soprattutto giovani, o perché nelle carceri sono molti i detenuti stranieri, spesso tossicodipendenti”. Secondo il ricercatore gli immigrati si scontrano con numerosi ostacoli che impediscono o rendono precari i percorsi di regolarizzazione. Anzitutto, “in Italia solo lo 0,6% degli stranieri ottiene l’asilo per motivi umanitari o di persecuzione politica. Sono ottomila persone, troppo poche rispetto a Germania e Francia, dove le concessioni di asilo sono tra 300 e 600 mila. Molti degli irregolari in Italia avrebbero invece diritto all’asilo”. Secondo l’Ismu in Lombardia vive il 22% di tutti gli stranieri in regola. Ogni mille milanesi 47 sono stranieri con il permesso. In città si concentrano i 2/3 degli egiziani in Italia. Calano gli irregolari e crescono i ricongiungimenti familiari. In città uno straniero ogni cinque vive con altri immigrati in affitto, solo il 4,7% è proprietario dell’alloggio.

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