SETTIMANA SOCIALE DEI CATTOLICI: GARELLI, PIÙ "LUOGHI DI CONFRONTO" PER "ESSERE PRESENTI"

"Trovare dei luoghi di confronto che, pur ri9spettando il pluralismo, siano incentrati su dei temi comuni, che rappresentano degli imperativi culturali, e che permettono di riflettere sulla nostra identità come presenza nella storia". Questo, secondo il sociologo Franco Garelli, il "filo rosso" che lega il Convegno ecclesiale di Palermo del 1005 alla 43a Settimana sociale di Napoli, svoltasi nel novembre 1999, e di cui oggi vengono presentati gli Atti a Bologna. Nell’attuale "pluralismo del mondo cattolico", osserva Garelli ricordando l’impegno della Chiesa sul versante del "progetto culturale", è necessar8io "riprendere ciò che ci unisce di fondo, nella coscienza e nell’identità ultima. Come area culturale dobbiamo sentire la responsabilità di avere qualcosa da dire nel tempo presente, qualificando meglio la nostra presenza in ambiti come la famiglia, la scuola, l’associazionismo". "Rimettere al centro dell’attenzione la società civile – conclude il sociologo citando i lavori di Napoli – significa ridare spazio al protagonismo ed alla mobilitazione di molte realtà di base che costituiscono il tessuto vitale di questa società, senza il quale altri settori e sistemi sociali, come la politica, l’economia e la comunicazione rischiano di prendere il sopravvento e di non rispecchiare il dinamismo e l’importanza di ciò che è primario". Mons. Pietro Meloni, vescovo di Nuoro e presidente del Comitato scientifico-organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani, informa che "l’attuale Comitato è in scadenza". Nel prossimo Consiglio episcopale permanente, in programma a fine settembre, i vescovi dovranno quindi decidere "se confermarlo o rinnovarlo", e "da quel momento comincerà la progettazione della prossima Settimana sociale".” “” “

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