PAPA: LE TRE CONDIZIONI PER STARE CON DIO

Avere “mani innocenti e cuore puro”, essere liberi dai falsi idoli e fondare le relazioni con il prossimo su sentimenti di “giustizia e rettitudine”. Sono le tre “condizioni per poter accedere alla comunione con il Signore nel culto”. Ad elencarle è stato questa mattina Giovanni Paolo II nella catechesi del mercoledì ancora dedicata ai Salmi. “Non si tratta – ha detto il Papa – di norme meramente rituali ed esteriori da osservare, bensì di impegni morali ed esistenziali da praticare. E’ quasi come un esame di coscienza o un atto penitenziale che precede la celebrazione liturgica”. “Innanzitutto – afferma il Papa – bisogna avere ‘mani innocenti e cuore puro’. ‘Mani’ e ‘cuore’ evocano l’azione e l’intenzione, cioè tutto l’essere dell’uomo che dev’essere radicalmente orientato verso Dio e la sua legge”. “La seconda esigenza – ha proseguito il Santo Padre – è quella di ‘non pronunziare menzogna’ che, nel linguaggio biblico, non rimanda solo alla sincerità ma soprattutto alla lotta contro l’idolatria, essendo gli idoli falsi dèi, cioè ‘menzogna’. Si ribadisce, così, il primo comandamento del Decalogo, la purezza della religione e del culto”. Infine, la terza condizione: riguarda le relazioni con gli altri e chiede di “non giurare a danno del prossimo”. “La parola – spiega il Santo Padre – come è noto, in una civiltà com’era quella dell’antico Israele, non poteva essere strumento d’inganno, ma al contrario era il simbolo di rapporti sociali ispirati a giustizia e rettitudine”.

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