VITA: IL PAPA, "RISPETTARE L’OBIEZIONE DI COSCIENZA"

L’obiezione di coscienza deve essere "rispettata, da tutti, specialmente dai legislatori". A farsi oggi portavoce delle denunce fatte da ginecologi, ostetrici e infermieri di ispirazione cristiana è il Santo Padre che ha ricevuto questa mattina in udienza a Roma i partecipanti al Meeting internazionale degli ostetrici e ginecologi cattolici. Nel corso del loro congresso a Roma (fino a mercoledì 20 giugno), i medici cattolici aderenti alla Fiamc (Federazione internazionale medici cattolici) hanno denunciato le pressioni e le discriminazioni professionali a cui sono sottoposti perché non accettano di praticare aborti e sterilizzazioni. "In un tempo abbastanza recente – ha osservato il Papa -, l’etica medica in generale e la moralità cattolica raramente erano in disaccordo. Senza alcun problema di coscienza, i medici cattolici potevano generalmente offrire ai pazienti tutto ciò che la scienza medica permetteva". Ma la situazione è oggi profondamente cambiata. Giovanni Paolo II passa in rassegna tutte le "pratiche mediche" che oggi mettono a rischio la vita: dalla disponibilità dei metodi contraccettivi e abortivi alle "nuove minacce alla vita contenute negli ordinamenti legislativi di alcuni paesi". Il Papa cita anche alcuni dei metodi di diagnosi prenatale e la "diffusione delle tecniche di fecondazione in vitro con la conseguente produzione di embrioni per combattere la sterilità". "Concepimento, gravidanza e nascita di un bambino – ha detto il Santo Padre – non sono considerati come mezzi per cooperare con il Creatore al meraviglioso compito di dar vita ad un nuovo essere umano. Al contrario, sono spesso percepiti come un peso e addirittura come un disturbo da curare". "Il conflitto tra pressione sociale e richieste del diritto di coscienza – ha aggiunto il Papa – può condurre al dilemma tra abbandonare la professione medica o compromettere la propria convinzione. Di fronte a questa tensione, dobbiamo ricordare che c’è una via alternativa che si apre agli operatori sanitari cattolici che decidono di rimanere fedeli alla loro coscienza. E’ la via all’obiezione di coscienza che deve essere rispettata da tutti e specialmente dai legislatori".

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Informativa sulla Privacy