BINGO: CARITAS UDINE, "UN GIOCO DA POVERI"

"Si tratta di un gioco che si rivolge agli strati più poveri della società: famiglie, casalinghe, pensionati, anziani. Indagini di marketing hanno dimostrato che la quota che i giocatori spendono nel bingo è inversamente proporzionale al loro reddito". Esordisce così Maurizio Fiasco, sociologo e consulente della commissione antimafia, uno dei relatori che interverranno questa sera alle 18.30, al Centro polinfunzionale di Campoformido (Ud), al convegno su "Bingo: un gioco d’azzardo per le famiglie italiane", organizzato dall’Associazione degli ex giocatori d’azzardo e loro famiglie (Agita) e dalla Caritas diocesana di Udine, con il patrocinio del Comune di Campoformido e di Alea, l’associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, di Siena.
"Ci soffermeremo sull’impatto sociale ed economico del gioco d’azzardo – afferma Rolando De Luca, psicologo responsabile dei gruppi terapeutici per ex giocatori d’azzardo di Campoformido –. Negli ultimi anni ha avuto una diffusione enorme. Basti pensare che le previsioni per il 2001 parlano di giocate per oltre 50mila miliardi di lire. Dai dati disponibili risulta che l’80% degli italiani gioca d’azzardo e che, nel 2-3% della popolazione adulta, l’incidenza del gioco è patologica. L’imminente apertura di centinaia di sale-bingo induce a ritenere che il numero complessivo dei giocatori dipendenti crescerà ulteriormente, colpendo in modo particolare le fasce più a rischio d’illusione".
Come stabilito dalla Finanziaria 2001, sono previste ottocento concessioni – di cui 420 già rilasciate – corrispondenti ad altrettante sale bingo, con caratteristiche ben precise (ampi parcheggi, superficie minima di 600 mq, almeno trecento posti a sedere). Le Regioni più interessate sono la Lombardia (77 concessioni), il Lazio (41 concessioni) e la Campania (38 concessioni).

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