IL PAPA IN UCRAINA: MONS. TAURAN, "NON UNA VISITA POLITICA" (2)

Per quanto riguarda le tensioni ancora vive tra Chiesa ortodossa e greco-cattolica nell’Ucraina occidentale in merito al possesso degli edifici di culto, in questi ultimi anni "un centinaio di chiese sono state restituite ai greco-cattolici, ed in molte di esse vengono fraternamente ospitati gli ortodossi per le loro celebrazioni". Lo ha precisato il segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, mons. Jean Louis Tauran, durante il convegno promosso oggi a Roma su "Ucraina: 10 anni di indipendenza" dall’Ambasciata del Paese presso la Santa Sede e dall’associazione internazionale "Carità politica". Un miglioramento delle relazioni tra le due Chiese di cui è riprova anche "il recente dono di Giovanni Paolo II all’ospedale pediatrico di Kiev". Ricordando la lettera fatta pervenire nelle scorse settimane dal Papa tramite il card. Tucci al metropolita ortodosso Volodymir, mons. Tauran ha quindi riaffermato l’intenzione del Pontefice di "rendere omaggio alla memoria dei grandi pastori cattolici Sheptisky, Slipyj, Lubachivsky fedeli al papa di Roma fino al martirio" e autentici "testimoni per i loro figli". "E’ proprio nella fede comune – ha concluso il diplomatico – che tutti i cittadini, al di là delle differenze di confessione, potranno cogliere la luce e la forza per dare vita ad un mondo nuovo e attuare concreti progetti di fraternità". "L’elevazione della Chiesa greco-cattolica ucraina a patriarcato, (attualmente è arcivescovado maggiore, ndr), il ripristino della metropolia greco-cattolica di Kiev" e "la beatificazione del servo di Dio, l’arcivescovo di Leopoli Andriy Sheptyckyj" sono, ad avviso di Miroslav Labunka, docente di storia e già rettore della Libera università ucraina di Monaco, "le maggiori attese di cattolici, politici e intellettuali ucraini nei confronti della visita del Papa".

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