MISSIONE: UNA "ISTRUZIONE" VATICANA SUI SACERDOTI STRANIERI IN OCCIDENTE (2)

Nel testo dell’Istruzione viene accertata la "tendenza riscontrata di un certo numero di sacerdoti diocesani, incardinati nelle Chiese particolari dei territori di missione, a voler lasciare il proprio Paese, spesso con la motivazione di proseguire gli studi, o per altri motivi non propriamente missionari, e a recarsi nei Paesi europei o del Nord America". I motivi, si legge, "spesso sono solo le migliori condizioni di vita offerte da questi Paesi e anche la necessità di giovane clero in alcune Chiese di antica fondazione. Questi convincono il sacerdote a non ritornare più nel proprio Paese, talvolta con il tacito consenso del proprio Vescovo, talvolta disubbidendo alla richiesta di rientro da parte del medesimo. Le distanze e le difficoltà di comunicazione spesso contribuiscono al permanere di tali situazioni irregolari". Destinatari dell’Istruzione sono innanzitutto i vescovi diocesani, ma il documento verrà inviato anche agli episcopati dell’Europa occidentale, del Nord America e dell’Australia. L’Istruzione invita a fare particolare attenzione affinché, nei territori di missione, "non si formi la mentalità che un seminarista, una volta ordinato sacerdote, abbia il diritto di proseguire negli studi superiori e che il vescovo abbia l’obbligo di inviarlo all’estero". E’ invece "importante promuovere con cura la formazione permanente dei sacerdoti" sia a livello diocesano che provinciale o nazionale. Il documento invita perciò ogni vescovo a "compiere un’accurata selezione tra i suoi sacerdoti, insieme ai suoi collaboratori, per inviare agli studi superiori quelli veramente dotati e capaci, sulla base delle esigenze e necessità della diocesi". Si raccomanda "che non vengano inviati agli studi quei sacerdoti che presentino problemi di natura personale". Tra le norme per l’invio all’estero, si consiglia al vescovo diocesano di scegliere "il sacerdote più idoneo a proseguire gli studi per la specializzazione richiesta e ne chieda il consenso. Stabilisca quindi la materia di studio in cui il sacerdote dovrà specializzarsi, la facoltà a cui si dovrà iscrivere e la data del rientro definitivo". E, nel caso il sacerdote si rifiuti di tornare in diocesi, "anche dopo l’ammonizione prescritta", "venga punito con giusta pena, secondo le norme del diritto".

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