SICILIA: AUMENTANO I MATRIMONI IN CRISI

Anche in Sicilia, aumentano le crisi matrimoniali, cresce il numero delle cause trattate dal Tribunale ecclesiastico, diminuiscono la durata della convivenza e il tempo entro cui si consuma il “naufragio” di un matrimonio. La situazione attuale, in cui versano matrimonio e famiglia costituisce un “forte appello rivolto, in particolare, alla comunità ecclesiale e, in modo speciale, alle famiglie effettivamente cristiane, per un’assunzione più consapevole e decisa delle rispettive responsabilità di fronte ai valori e alle esigenze della comunità coniugale e familiare nel mondo di oggi”. Lo ha detto questo pomeriggio mons. Ludovico Puma, presidente del Tribunale ecclesiastico della Sicilia, presentando a Palermo la relazione delle attività del 2000 all’inaugurazione del nuovo anno giudiziario. Dal confronto dei dati, “si osserva innanzitutto – ha detto mons. Puma – come l’attività del nostro Tribunale è in continua crescita: l’ultimo quinquennio raccoglie un terzo dell’intera attività dei sessanta anni” di lavoro e all’interno del quinquennio “gli anni più recenti raccolgono un numero di cause maggiore” rispetto agli anni precedenti. “La nostra preoccupazione cresce – ha proseguito mons. Puma – quando analizziamo la durata della convivenza coniugale” e quando “veniamo alle motivazioni addotte per la richiesta della dichiarazione di nullità”. I dati presentati da mons. Puma dicono che “oltre un terzo delle crisi familiari si consuma entro un anno dalla celebrazione delle nozze, quasi la metà entro due anni e circa il 10% appena nei primi tre mesi”. Le motivazioni del fallimento riguardano invece “gli elementi essenziali del matrimonio: la sacramentalità, la fedeltà, il bene dei coniugi, la prole e l’indissolubilità”. (segue)

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