JAEGER A FIDES, “ISRAELE E PALESTINA NON SONO PREPARATI AD ACCETTARE LA PACE”

Rilanciare il processo di pace su base regionale, rispettando la legalità internazionale: questa, secondo p. David Jaeger francescano israeliano e membro della Custodia di Terrasanta, è una strada possibile per la pace israelo-palestinese. Alla vigilia delle elezioni del Primo Ministro di Israele, p. Jaeger – che è stato nell’équipe di esperti che hanno elaborato gli accordi fra Israele e Santa Sede – in un’intervista all’agenzia internazionale Fides si dice favorevole all’idea di “riprendere le basi della conferenza regionale di Madrid del 1991, negoziando la pace con i paesi vicini. La via del negoziato multilaterale è più difficile e faticosa ma dà risultati più sicuri e univoci”. Secondo padre Jaeger va data priorità alla questione di Gerusalemme e alle trattative sui coloni israeliani e i profughi palestinesi: “Secondo il diritto internazionale – ricorda p. Jaeger – la colonizzazione del territorio occupato da parte della potenza occupante è illegale. D’altra parte esiste una situazione già consolidata: oltre 250.000 coloni israeliani sono insediati nei territori occupati. Il governo israeliano, ritenendo impossibile il rimpatrio di tutti i coloni, ha proposto uno scambio di territori: questa soluzione sembra praticabile”. Sul problema dei rifugiati “il negoziato prospetta un grande sforzo internazionale, per dare ai profughi una casa e un indennizzo. Si vuole garantire loro un livello di vita dignitoso, senza arrivare necessariamente al rientro in Israele. Alcuni si stabiliranno nel nuovo stato palestinese, altri nei paesi arabi o in altre nazioni”. Ma ogni sforzo – sottolinea p. Jaeger – “può risultare vano se i leader non preparano le popolazioni alle conseguenze della pace”: “Gli israeliani devono riconoscere i diritti paritari del popolo che hanno di fronte, evitando l’idea di ‘fare concessioni’, come un’erogazione di favori. Oggi i due popoli non sono abbastanza preparati ad accettare la pace”.

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