NOVI LIGURE: MONS. B. FORTE, “BISOGNA CAPIRE L’ENIGMA DI QUESTI GIOVANI”

“Riaffermare la gravità del fatto senza attenuanti e nello stesso tempo scrutare con obiettività e volontà di capire l’enigma di questi due giovani”. Secondo il teologo, mons. Bruno Forte, è questo l’atteggiamento interiore con cui avvicinare il delitto di Novi Ligure dinanzi al quale “vale sempre il principio evangelico di non giudicare il cuore”.” “In questo caso, afferma il teologo, “va distinto un piano oggettivo, la gravità inaudita del fatto sul quale non c’è che da esprimere dolore e affidamento a Dio per le vittime e gli autori del massacro ed uno soggettivo, capire bene cosa è successo nella psicologia e coscienza di questi giovani perché un fatto del genere, al di là della gravità morale, rivela anche delle distorsioni di carattere psicologico”, amplificato magari “da qualche elemento esterno come la droga”. “Fatti come questo di Novi Ligure – spiega – sono il segnale di una cultura in cui si rivela il prolungamento dell’adolescenza e la mancanza di elaborazione interiore. Il problema è educare i giovani a porsi delle domande vere più che di dare immediate risposte. Esercitarli nell’esercizio del pensiero e del discernimento morale”. ” Capisco il dramma di queste famiglie sconvolte e distrutte – conclude mons. Forte -. Alimentare sensi di colpa per quanto è accaduto non aiuta nessuno Se da una parte è giusto pensare che ci possano essere stati degli errori di comportamento, dall’altra è ingiusto colpevolizzare le persone per comportamenti che non dipendono solo dall’influenza dei genitori. Erika ed Omar sono due adolescenti che hanno bisogno di aiuto che deve venire a livello sociale, statale, ecclesiale e familiare. Ci sono queste due vite che devono essere aiutate a sperare facendo scoprire loro dei riferimenti importanti e dei valori, che forse erano stati proposti ma che erano stati smarriti per vicende di vita”.” “” “” “” “” “

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