NOVI LIGURE: DON T. LASCONI “CHI AIUTA I GIOVANI A COMPRENDERE IL BENE E IL MALE?”

“Episodi come quelli di Erika ed Omar non vanno giudicati restandone al di fuori, pensando che cose del genere non possano capitarci”. Commenta così don Tonino Lasconi, della diocesi di Fabriano ed esperto di pastorale giovanile, la tragedia di Novi Ligure.” “”Noi adulti – spiega al Sir don Lasconi – fatichiamo a capire che è importante, attraverso una presenza ed una compagnia assidua, educare i ragazzi a comprendere ciò che è bene e ciò che è male. Si tratta di un’opera di rieducazione che deve interessare innanzitutto gli adulti e poi i ragazzi che vanno aiutati a scoprire, amare e criticare la vita nel suo insieme”. “Ci si preoccupa che i ragazzi stiano bene, che si impegnino a scuola – prosegue don Lasconi -, però non c’è più la ‘compagnia’. In famiglia si sta poco insieme. Ci sono figli che non sanno quello che fanno i genitori e genitori che ignorano la vita dei loro figli. Manca la capacità di dialogo e di confronto”. Per don Lasconi il rischio di considerare “casi estremi” fatti come quelli di Novi Ligure e di non leggerli a fondo è grande ed è dovuto anche “al bombardamento continuo di notizie su quello che accade senza un giudizio morale. L’idea è che il vero male è sempre un altro”. “Bisogna ricominciare a far pensare i ragazzi – invita l’esperto -. E’ inutile dare loro degli ordini che, tra l’altro, non si possono controllare. E’ importante, invece, che lì si impegni, sin da piccoli, ad una ricerca che valuti le cose, mostrando quelle che portano al bene e quelle che portano al male. I genitori non devono abdicare al loro ruolo. Si può essere amici dei figli senza dimenticare di esserne genitori”. “Reinventare i modi dello stare insieme, dare dei consigli, spiegare il perché di alcune decisioni e regole – conclude don Lasconi – diventa prioritario. Se il genitore si impegna per primo a conoscere ciò che è bene e ciò che è male, può riuscire a spingere il figlio nella ricerca. Ma se non ha convinzioni come farà a guidarlo? Ma anche i figli possono aiutare i genitori accettando il confronto ed il dialogo senza chiudere loro la porta in faccia”. ” “” “” “

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