OMEOPATIA E CHIESA: MONS. PINTOR (CEI), “OGNI SCIENZA SERIA SA DI NON ESSERE ONNIPOTENTE”

La Chiesa stringe la mano alla omeopatia in nome della “complementarietà” dei metodi diagnostici e terapeutici perché il fine comune è “il bene della persona e la sua salute”. Lo ha ribadito questa mattina mons. Sergio Pintor, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale sanitaria, presentando il convegno che per iniziativa della Cei e dell’Aiot (Associazione medica italiana di omotossicologia) si svolgerà domani a Roma sul tema “L’omeopatia e la rivalutazione etica del paziente come persona umana”. “Il contributo che la Chiesa vuole offrire in questo campo – ha spiegato mons. Pintor – è invitare a non cadere in sterili contrapposizioni ma ad integrare i diversi metodi diagnostici e terapeutici per la ricerca del bene comune che in questo caso è la salute della persona”. “Se le medicine hanno avuto percorsi diversificati – ha proseguito mons. Pintor – non per questo devono ora entrare in concorrenza le une contro le altre e farlo magari per altri interessi”. La Chiesa apprezza gli sforzi della scienza nel debellare le malattie ma “se il progresso scientifico non è relazionato alla persona – aggiunge il responsabile dell’Ufficio Cei – potrebbe impazzire”. “Nessun aspetto – dice mons. Pintor – andrebbe enfatizzato. Si tratta quindi di essere tutti un po’ più umili. Abbiamo bisogno di incontrarci nel rispetto delle pluralità dei percorsi che le medicine hanno fatto. Ogni scienza seria sa di non essere onnipotente e di avere bisogno dell’altro”.

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