BIOETICA: “NO” ALLE PREVARICAZIONI SUI DIRITTI UMANI

Bioetica ed educazione hanno un “presupposto comune, che da entrambe le parti deve essere promosso e tutelato: l’essere umano, cioè la persona soggetto di diritti”. Lo ha detto Marina Casini, dell’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica, intervenendo al seminario su “Bioetica e educazione”, che si conclude domenica a Roma per iniziativa del Centro di Bioetica dell’Università Cattolica di Roma (in collaborazione con altre associazioni cattoliche). “Per evitare che i diritti umani diventino uno strumento di forza e prevaricazione – ha proseguito la relatrice – occorre recuperare il profondo e denso significato della dignità umana, come mistero sempre presente con la stessa forza e intensità in tutti gli uomini e in ciascun uomo. Solo così è possibile garantire il principio umanissimo e laicissimo di uguaglianza e gettare le basi le basi per un incontro tra credenti e non credenti, laici e cattolici”. Secondo Casini, infatti, oggi diventa sempre più intenso il dialogo tra bioetica e diritti dell’uomo, visto che “siamo di fronte ad una nuova era dei diritti umani: i diritti che toccano ‘l’ultimo territorio del cittadino’, quello della sua corporeità dall’origine al tramonto”. Sul tema dell’educazione alla sessualità degli adolescenti si è soffermato, invece, Lucio Romano, dell’Università “Federico II” di Napoli, sottolineando la necessità di aiutare i ragazzi ad andare oltre il significato che la sessualità riveste nel mondo contemporaneo, dove è spesso “trasformata in oggetto di consumo, sia per quanto riguarda la sua interpretazione nel privato, che nel simbolismo della rappresentazione pubblica”. Ridotta a merce di consumo, ha spiegato infatti il relatore, la sessualità diventa “oggetto di scambio” e gli adolescenti “hanno difficoltà a percepire i limiti di simili messaggi e sono indotti ad emulare i modelli che gli si propongono”. Gli educatori, ha concluso quindi il relatore, devono imparare ad “educare istruendo”, senza lasciare soli i ragazzi, ma al contrario aiutandoli a coniugare libertà e responsabilità.

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