SU “SEGNO NEL MONDO”, NUOVO QUINDICINALE DELL’AC, UNA RIFLESSIONE DEL CARD.MARTINI

E’ appena uscito il primo numero del quindicinale dell’Azione cattolica italiana “Segno nel mondo”, diretto da Paola Bignardi, presidente nazionale dell’Ac, che raccoglie l’eredità del vecchio settimanale “Segno 7”. Il giornale, rinnovato nella sua veste grafica, va in abbonamento a più di 200 mila famiglie. Come scrive nell’editoriale Paola Bignardi, “il segno che questo giornale vorrebbe lasciare nel mondo è quello di un modo credente e serio di leggere i problemi del nostro Paese, della Chiesa, del mondo, dell’associazione stessa; testimoni di un modo aperto di essere cristiani oggi; testimoni di una visione della vita che si fa nel dialogo, nel confronto, nella condivisione della comune ricerca dei segni di Dio nel nostro tempo”. Il primo numero contiene una riflessione scritta dal cardinale Carlo Maria Martini, partendo dalla Lettera apostolica “Novo millennio ineunte”. “Se ripenso all’anno giubilare – scrive il card. Martini – mi vengono incontro alcune ‘icone’ che indicano altrettanti stili per un cammino. Innanzitutto l’apertura della Porta: apertura a sei mani. Le mani di Giovanni Paolo II, del metropolita ortodosso Athanasios e del Primate anglicano Carey unite sui battenti della porta della Basilica di san Paolo”. Un gesto, secondo Martini, “che ribadisce la consapevolezza d’essere fratelli ancora divisi ma incamminati con decisa convinzione sulla via che conduce alla piena unità del Corpo di Cristo”. L’arcivescovo di Milano ricorda anche gli appelli del Papa per un atto di clemenza nei confronti dei carcerati e la remissione del debito dei Paesi in via di sviluppo. “Con queste proposte – osserva – il Giubileo del 2000 riannodava i suoi legami con l’originario significato del Giubileo ebraico: chiamata di libertà per la terra e per ogni schiavitù. Deve far riflettere questa difficoltà a tradurre in scelte politiche attuali l’utopia del Giubileo ebraico. Il Giubileo, grande evento ecclesiale, non ha rinunciato al tentativo di rendere più abitabile la terra”. Nello stesso numero il giornale affronta temi come le elezioni americane, la vicenda dell’uranio impoverito, il disagio mentale e la questione dell’immigrazione. Una rubrica dal titolo “Semi di contemplazione” è tenuta dal priore di Bose Enzo Bianchi.

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