PROGETTO CULTURALE: UNO STIMOLO ALLA FANTASIA DEI CREDENTI

“Lavorare tra la gente, nella Chiesa di base, per portare la riflessione culturale e teologica a livello di tutti”: è questo, secondo Giuseppina Fabris, dell’Associazione Teologica Crotonese, uno dei compiti che il “Progetto culturale” può svolgere oggi, tramite le varie realtà diocesane ed associative che vi fanno capo. Al convegno in corso a Roma, presso la “Domus Mariae”, partecipano alcune centinaia di delegati diocesani e di associazioni di ogni parte d’Italia. “Nel nostro caso cerchiamo da anni di proporre iniziative culturali basate sulla dottrina sociale della Chiesa – spiega Sergio Grazioli, presidente dell’Associazione Dimensione Cultura – Pensare per Agire”, di Ronco Briantino (Milano) – raccordando la nostra azione con quella delle altre associazioni culturali presenti sul territorio. Trovo molto utili gli incontri per responsabili di associazioni culturali che da un po’ di tempo la diocesi ha avviato. Ci permettono di avere una visione più ampia dei problemi e anche di proporre iniziative comuni”. Secondo mons. Duilio Corgnali, vicario episcopale per la cultura della diocesi di Udine, la questione emersa al convegno del “Progetto culturale” riguarda la pastorale, “che è chiamata a darsi una rilevanza culturale. Non può esserci infatti una pastorale che non incida sull’ambiente, sulle persone, sul territorio”. P. Nazareno Taddei, gesuita, presidente del Centro internazionale spettacolo e comunicazione sociale, sostiene invece che “è urgente integrare il messaggio cristiano nelle nuove culturale prodotte dai mass media. Esistono nuovi modi di comunicare di fronte ai quali il credente è chiamata a portare l’annuncio del Vangelo, in modi e forme nuovi così che tutti possano capirlo”.

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