LEGGE SUI PATRONATI: PER LE ACLI È TAPPA DEL NUOVO WELFARE

“La legge va bene così e chiediamo che, dopo l’approvazione da parte della Camera, il Senato proceda ora in tempi rapidissimi per il varo definitivo”: lo ha detto al Sir Michele Consiglio, vice-presidente nazionale del Patronato Acli, illustrando il via libera della Camera alla legge sugli istituti di patronato e di assistenza sociale. “Se così sarà, i primi a beneficiare della legge – aggiunge Consiglio – non saranno solo gli enti di patronato, quanto piuttosto i cittadini che con questa riforma avranno a disposizione uno strumento moderno di tutela e di promozione sociale”. In totale le sedi di patronato delle Acli sono un centinaio nelle città sede di provincia, cui si aggiungono oltre 300 sedi zonali in altrettante città minori e più di 3 mila recapiti che funzionano presso parrocchie e sedi associative. Vi operano un migliaio di addetti a tempo pieno, oltre a due mila volontari. A questa struttura nazionale bisogna poi aggiungere l’ottantina di sedi funzionanti in vari paesi di emigrazione degli italiani nel secolo scorso (Europa, America del nord e del sud, Australia, Sud Africa). Il vicepresidente Consiglio sottolinea che con la nuova legge i patronati saranno chiamati a svolgere compiti innovativi, accanto a quelli tradizionali, quali la consulenza previdenziale, assicurativa, socio-sanitaria. “Guardiamo a questa legge come a una parte significiativa di quel welfare municipale e comunitario che da anni andiamo perseguendo. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che aveva affermato l’essenzialità di questi enti per assicurare a tutti i cittadini eguali diritti, la nuova legge, una volta approvata, darà una veste giuridica più moderna al ruolo di assistenza che da sempre i patronati svolgono a favore dei lavoratori e dei pensionati”.

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