STORIA DI ANNA, RESA SCHIAVA DELLE FORZE NATO IN MACEDONIA

Resa schiava da chi doveva proteggerla. Si può riassumere così la storia narrata da Anna, ventotto anni, moldava “schiavizzata per dieci mesi dai soldati della forza multinazionale della Nato di stanza in Macedonia”.” “”Il mio padrone – è la testimonianza di Anna, resa dalla Fondazione Regina Pacis di Lecce, dove la ragazza è stata accolta e protetta, – prendeva cento dollari per ogni prestazione dei soldati, ai quali era concesso fare ogni tipo di violenza. Non potevamo dire nulla, altrimenti giù le botte. Quante bottiglie rotte, con le quali venivamo minacciate”. “Quante volte – prosegue il racconto di Anna – avrei voluto chiedere aiuto ai tanti soldati che mi hanno portato a letto. Non potevamo fare nulla”. ” “Un dramma vissuto da molte altre ragazze come Anna. Ad una di queste, in particolare, si indirizza il ricordo della ragazza: “nella città di Struka, in Macedonia, c’è ancora una mia amica. Liberatela. Per il resto spero di rivedere presto mio figlio di otto anni che è in Moldavia”. Ad incontrare il piccolo di Anna, intanto, sarà don Cesare Lodeserto, della Fondazione Regina Pacis, che nei prossimi giorni si recherà in Moldavia.” “Il “Regina Pacis” di santa Foca (Lecce), nello scorso anno ha dato accoglienza a oltre 15 mila profughi e, spiega mons. Cosmo Francesco Ruppi, arcivescovo di Lecce, “rappresenta lo sforzo, grande, della diocesi salentina verso tutti coloro che raggiungono le nostre coste alla ricerca di speranza e di un futuro”. A tutte queste persone il centro si rivolge con sei progetti per la vita, alcuni dei quali coinvolgono direttamente la Moldavia, paese di provenienza di Anna. ” “

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