IL PAPA ALLA ROTA ROMANA: IL MATRIMONIO NON È UN’UNIONE TRA LE TANTE

“Anche il matrimonio non sfugge alla logica della Croce di Cristo, che esige sì sforzo e sacrificio e comporta anche dolore e sofferenza, ma non impedisce, nell’accettazione della volontà di Dio, una piena e autentica realizzazione personale, nella pace e serenità dello spirito”. Lo ha ricordato oggi il Papa, durante l’udienza concessa al Tribunale della Rota romana in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Il Papa contesta “una certa mentalità oggi assai diffusa” per cui l’indissolubilità del matrimonio e il suo fondarsi su “finalità naturali” quali “il bene dei coniugi e la procreazione e l’educazione della prole”, “può sembrare in contrasto con le esigenze della realizzazione personale”. Il Papa si sofferma in particolare sulla nozione di “natura” e sulla contrapposizione tra “cultura e natura” che oggi “lascia senza nessun fondamento oggettivo, in balia dell’arbitrio e del potere”: “Ciò si osserva in modo molto chiaro nei tentativi attuali di presentare le unioni di fatto, comprese quelle omosessuali, come equiparabili al matrimonio, di cui si nega per l’appunto il carattere naturale”. “La considerazione naturale del matrimonio – afferma il Santo Padre – ci fa vedere che i coniugi si uniscono precisamente in quanto persone tra cui esiste la diversità sessuale, con tutta la ricchezza anche spirituale che questa diversità possiede a livello umano”. Secondo il Papa è sbagliato considerare l’unione coniugale “come unicamente basata su qualità personali, interessi o attrazioni” perché in questo modo “non appare più come una realtà naturale, ma come situazione dipendente dall’attuale perseveranza della volontà in funzione della persistenza di fatti e sentimenti contingenti”. Al contrario deve essere visto “quale unione che coinvolge la persona nell’attuazione della sua struttura relazionale naturale”, in modo da “porsi al di là dei mutamenti della vita, degli sforzi, e perfino delle crisi attraverso cui passa non di rado la libertà umana nel vivere i suoi impegni”. Si tratta di cogliere, ribadisce il Papa, “l’essenziale dimensione naturale della loro coniugalità, la quale implica per esigenza intrinseca la fedeltà, l’indissolubilità e la potenziale paternità/maternità”.” “” “

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