GMG-TOR VERGATA: LE TESTIMONIANZE ALLA VEGLIA

Domingo Das Neves ha venticinque anni e viene dall’Angola. All’inizio degli anni Novanta ha perso i genitori in condizioni che solo Dio conosce. Lo scorso anno ha perso il fratello primogenito, ucciso con sei colpi di arma da fuoco. Domingo – che è coordinatore della comunicazione presso il Segretariato nazionale della Pastorale giovanile angolana – è un figlio dell’Africa insanguinata: “Santo Padre, faccio parte di una generazione di giovani che da quando sono nati non hanno conosciuto altro che la guerra e le sue orribili conseguenze”. Il tempo, spiega Domingo, “mi ha fatto comprendere che il sangue di mio fratello poteva servire come sacrificio per la pace e la riconciliazione tra noi angolani. Con questo ricordo nel cuore ho perdonato gli assassini di mio fratello”.” “Maria Aurora Caca ha 34 anni e viene dalla Romania. E’ membro del comitato di rifondazione dell’Associazione giovani rumeni uniti. “Mia mamma – racconta – mi ha trasmesso da piccola la fede cristiana cattolica”. All’università Maria Aurora ha rischiato di essere cacciata perché era stata scoperta al sua fede. “Ad ogni celebrazione paura e gioia insieme dominavano i nostri cuori”. “Oggi – dice rivolgendosi al Papa – quel regime è caduto ma ci rendiamo conto dolorosamente che tanta strada è ancora da fare per cambiare i nostri cuori”.” “”Santo Padre, noi giovani siamo convinti che il male non si vinca con la morte e che ad ogni uomo deve essere offerta una possibilità di riscatto. Le siamo grati per il suo continuo sostegno affinchè ogni odio sia disattivato e la pena di morte sia cancellata ovunque nel mondo”. Il grazie al Papa è di Stefania Piredda, romana, 27 anni, della Comunità di Sant’Egidio, che da tempo corrisponde con alcuni detenuti nel braccio della morte e va a conoscerli personalmente nelle carceri. Stefania ha letto al Santo Padre la lettera di Joe Mario Trevino, giustiziato a 37 anni il 18 agosto 1999. “Ho trovato nei condannati a morte – ha detto Stefania – domande di amicizia, di riconciliazione, di perdono per sé e per gli altri, fiducia nella misericordia di Gesù”.” “E’ della Comunità di Sant’Egidio anche Massimiliano Signifredi, romano di 24 anni. “La chiamata di Gesù – ha detto – ha rotto questo isolamento. La sua parola ha risposto alle mie ansie e alle mie insoddisfazioni”.” “

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