CUBA: C’È MAGGIORE LIBERTÀ RELIGIOSA

“La religione ora gode di maggiore ufficialità, la gente vi si accosta più tranquillamente, senza timori di complicarsi la vita, d’avere problemi per il lavoro o per la scuola dei figli, come avveniva un tempo, quando i credenti erano discriminati”. A parlare, in un intervista raccolta dall’agenzia di notizie sull’America Latina “Sinal”, è don Giulio Battistella, primo parroco italiano in missione a Cuba, dove risiede dal marzo ’97 in località Consolacion del Sur. Don Battistella fa notare però che, in qualche caso, c’è ancora chi ragiona con vecchi schemi: “Alla maestra che affermava che chi andava a messa non poteva far parte dei pionieri, un bambino della mia parrocchia ha risposto ‘e perché?’ Anche Fidel è andato a messa dal Papa”. Secondo il missionario “l’incontro tra i due leader è il segno, non solo della rispettiva buona volontà, ma anche della convergenza fra la storia marxista, che si rende conto che con la presa del potere non si cambiano le coscienze, e il cattolicesimo, il quale, a sua volta, sa che non basta la formazione individuale quando le strutture sociali sono fondate sull’ingiustizia. Quella stretta di mano è il simbolo dell’incontro di due mondi che si erano combattuti”.Nella parrocchia di Consolacion del Sur – una popolazione di 100.000 abitanti, con un migliaio di cattolici praticanti – prima della rivoluzione venivano celebrati oltre mille battesimi l’anno, poi scesi nel 1982 a soli duecento. Adesso, ricorda don Battistella, si è tornati di nuovo a mille.

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