MORTO IL CARD. CASAROLI: “LA SUA È STATA LA DIPLOMAZIA DELLA SPERANZA

“Forse, proprio ora che non è più, appare più visibile il vuoto da lui lasciato, nella Chiesa e nel contesto della diplomazia internazionale”. Lo scrive Silvano Spaccatrosi in una nota per il Sir in ricordo del card. Agostino Casaroli morto nella notte dell’8 giugno a Roma. Questo cardinale, scrive Spaccatrosi “è stato soprattutto un uomo di dialogo, come lo può, essere un vero cristiano. Dialogo con tutti, anche quelli più, ostili: dialogo per preservare una pace sempre in bilico, e per rendere più umane le istituzioni, soprattutto quando siano ispirate da ideologie totalitarie. E’ stato l’uomo dell’Ostpolitik, colui che lentamente ha ripreso i rapporti del Vaticano con l’Est comunista, mirando ad una progressiva normalizzazione, seguendo con assoluta fedeltà le Indicazioni di tre grandi Pontefici: Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II.Per loro ha compiuto missioni difficili, talvolta disperate, e spesso guardate con sospetto da chi propugnava un’opposizione senza quartiere ai regimi dell’Est. Ma la sua ricerca di dialogo si fondava su una certezza, che é profondamente cristiana: che anche nelle istituzioni più’ perverse esistono degli uomini, e fino all’ultimo non bisogna disperare dì giungere al loro cuore. Una diplomazia della speranza, la sua, resa confortata dalla fede fondata sull’abilità del fine tessitore ma anche sulla certezza che lo Spirito non cesserà mai di soffiare sulla Chiesa e di sostenerla nelle avversità”.Ora che il muro tra Occidente ed Oriente è caduto, è fin troppo facile dimenticare i pericoli che il mondo ha corso durante la guerra fredda. Ma in quegli anni in cui l’umanità era sul ciglio del baratro, Casaroli continuava a lanciare ponti, a cercare approcci con un mondo senza diritti umani, dove il prezzo più alto ere stato pagato proprio dalla Chiesa e da cardinali come Mindszenty, Stepinac, Beran”.

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