AGGIORNAMENTI SOCIALI: I CATTOLICI E LA “SUSSIDIARIETÀ”

“Una vera e propria rivoluzione istituzionale, che apre la via a una realizzazione flessibile del federalismo in Italia”. Così padre Bartolomeo Sorge, nell’ultimo numero di “Aggiornamenti sociali” (giugno 1998), definisce il capitolo sulla riforma dello Stato, recentemente approvato dalla Camera, che “fissa gli elementi fondamentali della nuova forma federale dello Stato italiano, riconoscendo alle regioni a statuto ordinario funzioni, poteri e risorse per molti aspetti superiori a quelli riconosciuti finora alle regioni a statuto speciale”. Tutto il progetto di riforma, fa notare il gesuita, si regge sul principio di sussidiarietà, che coinvolge “in prima persona i cattolici, presenti nei due opposti schieramenti”. Secondo l’insegnamento della dottrina sociale della Chiesa, ricorda Sorge, il principio di sussidiarietà ha “due aspetti diversi”. Il primo, “sul quale i cattolici non possono non trovarsi uniti”, stabilisce che “la persona viene prima della società; la persona e la società vengono prima dello Stato”. Il secondo aspetto, invece, riguarda “i criteri da seguire nell’applicazione concreta” del principio di sussidiarietà. In questo campo, precisa l’autore dell’articolo, sono possibili “soluzioni istituzionali tecnicamente diverse, eppure ugualmente coerenti con l’aspetto ‘essenziale’ del principio di sussidiarietà”. Ciò non significa, conclude però Sorge, “che sia del tutto equivalente ispirarsi nella riforma dello Stato a una cultura neoliberista o a una cultura sociale. Non c’è dubbio che la cultura ‘sociale’, con il suo concetto di ‘Stato leggero’, sia più in armonia con il magistero sociale di quanto lo sia la cultura ‘neoliberista’, fautrice dello ‘Stato minimo’”.

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