GUERRA ETIOPIA-ERITREA: I MISSIONARI RESTANO ACCANTO ALLA GENTE

I missionari salesiani e comboniani, due congregazioni che contano un alto numero di presenze in Etiopia ed Eritrea, hanno deciso di non abbandonare le loro comunità a seguito del conflitto scoppiato nelle ultime ore al confine tra i due paesi. I salesiani sono presenti in Etiopia ed Eritrea con una ventina di italiani e circa 50 sacerdoti locali, mentre i comboniani con 55 missionari. Da Makallè, una delle città etiopiche più colpite dai bombardamenti, don Giovanni Laconi, missionario salesiano, conferma la notizia dell’attacco, rassicurando però che “l’atmosfera generale per ora è serena”, sia tra i religiosi sia tra la popolazione, anche se le linee telefoniche sono interrotte, i voli aerei sospesi e le notizie arrivano solo dagli organi di stampa occidentali. Per quanto riguarda l’attacco all’aeroporto dell’Asmara, don Lasconi pensa che si sia trattato di “un’azione dimostrativa, senza nessun danno per le persone e le cose”.Da Addis Abeba il salesiano don Alfredo Roca ricorda la volontà della comunità di rimanere sul posto, anche se per gli studenti, in caso di pericolo, è prevista una rapida evacuazione. Secondo le informazioni giunte ai missionari comboniani sembra che l’esplodere del conflitto sia legato al “progetto del governo di Addis Abeba di recuperare lo sbocco al mare perso dopo la proclamazione dell’indipendenza dell’Eritrea, fatti molto gravi che potrebbero vanificare qualsiasi ipotesi negoziale”.

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