GARANCINI PERCHE’ E’ FALLITA LA BICAMERALE

Gianfranco Garancini, costituzionalista e notista politico dei settimanali diocesani, commenta le ragioni del fallimento della commissione bicamerale. Tra queste, Garancini evidenzia in particolare la mancanza di “quel clima costituente che solo avrebbe potuto far sì che intorno all’opera riformatrice si stringessero l’attenzione e la partecipazione, il consenso degli italiani. Che invece hanno seguito i lavori della Bicamerale prima e le discussioni parlamentari poi sentendosene, per lo più, esterni, come un faccenda che non li riguardasse direttamente, come un’altra delle questioni ‘di Palazzo’ alle quali il popolo non poteva che assistere”.Ma Garancini individua anche altre ragioni del fallimento della Bicamerale: in particolare, “l’aver pensato alle riforme costituzionali come ‘merce di scambio’ per altri equilibri è stato il peccato originale di una parte politica; e l’aver accettato di muoversi su questo terreno è stato il peccato originale dell’altra parte politica. E la conclusione è stata conseguente: non c’è dubbio che l’ultima, micidiale accelerazione che ha portato il ‘polo delle libertà’ ad alzare il prezzo al tavolo delle riforme sul presidenzialismo sia stata dovuta per esempio alla convinzione che il risultato delle ultime, parziali, elezioni locali (specialmente in Sicilia) sia stato favorevole alla destra e che pertanto essa avesse aumentato il proprio ‘potere di scambio'” (segue)

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