SAVAGNONE: AI CRISTIANI OCCORRE UN CERTO “SPIRITO DIONISIACO”

Lo ha detto Giuseppe Savagnone, responsabile della pastorale della cultura in Sicilia, intervenendo alla 48a Settimana del Centro di Orientamento Pastorale (Cop), in svolgimento a Salsomaggiore (Parma) sul tema “Creatività dello Spirito e programmazione pastorale”. Facendo riferimento alla persistenza dello “spirito dionisiaco” nella cultura dominante, Savagnone ha detto che esso è per i credenti “un forte richiamo a recuperare la dimensione religiosa nella sua forza originaria”, evitando nello stesso tempo “i rischi di una percezione del Tutto” che finisce per “fagocitare” le persone, “annullando il senso delle realtà particolari e della storia”. “Contro le istituzioni monolitiche – ha spiegato Savagnone – Dioniso sovverte le strutture rigide, determina la crisi delle appartenenza comunitarie forti e il recupero della autonomia individuale, con ciò che essa comporta di senso critico, di libertà, di sincerità, di spontaneità”. In questo senso, lo spirito dionisiaco può essere “un antidoto a un cristianesimo borghese, che ha sostituito il primato della felicità e dell’amore con quello del dovere”. La pastorale, ha sottolineato il relatore, oggi “è chiamata a rispondere alla sfida dell’autenticità, liberandola però dalle deformazioni che la compromettono e la rendono di fatto contraddittoria”. “Contro il ritualismo e il sacramentalismo di tanta parte della pastorale ordinaria – ha concluso Savagnone – oggi si impone un’evangelizzazione centrata sulla cultura della gente”, capace di “uscire dalle sagrestie” e di “puntare sul futuro”.

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