MONS. FOLEY: IL VILLAGGIO GLOBALE NON È SCONTATO

Lo ha detto J.P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, al forum su “Globalizzazione: la comunicazione come atto sociale” in corso oggi presso l’Università S.Tommaso d’Aquino a Roma. “La globalizzazione – ha dichiarato l’arcivescovo – è un fatto innegabile soprattutto nell’ambito della comunicazione” dove “segnali satellitari” o “l’internet” consentono di raggiungere “gran parte del globo e di entrare nelle case, negli uffici, negli studi”, con effetti positivi quali “la possibilità di avere, nello stesso tempo, le medesime esperienze in tutto il mondo, la trasmissione istantanea di notizie significative, la diminuzione dei costi per la comunicazione”. Mons. Foley ha ricordato poi gli effetti negativi della globalizzazione che sono “l’omogeneità culturale, la manipolazione dell’opinione pubblica, la diminuzione di sensibilità verso le culture locali e la tendenza al profitto”. “Se a causa della globalizzazione il benessere della comunità è sacrificato al profitto privato – ha detto – si creano sempre più emarginati, e le notizie arrivano solo nelle zone sviluppate del mondo” e allora, si manca di “veridicità”. La comunicazione è un atto sociale che ha un aspetto morale ed è strettamente legato “al principio di solidarietà che dovrebbe portarci a promuovere una visione autentica dello sviluppo umano dei nostri fratelli nel mondo”. Occorre aumentare l’impegno per “avere mezzi di comunicazione aperti non solo ai programmi commerciali ma anche all’esperienza positiva di una cultura elevata e al messaggio della religione”.

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