SAT 2000: GLI SFORZI DI SCHUSTER PER INDURRE MUSSOLINI ALLA RESA

“L’essere perfetti e ricopiare in noi la bellezza del Padre non è opera facoltativa, ma obbligo…” era solito ripetere il cardinale Ildefonso Schuster evidenziando tutto il suo animo orientato alla spiritualità. “Era un uomo sempre a contatto con Dio” afferma il postulatore della beatificazione del presule, don Paolino Beltrame Quattrocchi che, nella rubrica “Uomini e donne del nostro tempo” in onda domani su Sat2000 alle 17,45, ne ripercorre le fasi principali della vita. Dall’ingresso nell’ordine benedettino nel monastero di San Paolo fuori le mura, al periodo di studi filosofici a Sant’Anselmo, alla sua elezione ad Abate prima e ad arcivescovo di Milano poi. “Il periodo milanese fu tra i più difficili – ricorda don Paolino – e Schuster si trovò ad essere politicamente impreparato per fronteggiare il clima di quel tempo” segnato dagli eventi bellici. Tuttavia gli sforzi di Schuster furono enormi, specialmente “per portare alla resa Mussolini – dichiara mons. Crivelli biografo del cardinale – che non accettò mai gli inviti del presule”. Attento alle vicende della guerra, Schuster fu sensibile anche alle esigenze della ricostruzione “mostrando sempre quella capacità pastorale apprezzata da tutti”. Una capacità che affondava nella preghiera costante. “Quando era abate, – rivela don Paolino – Schuster era solito alzarsi un’ora prima della sua comunità per la recita del notturno e pregare così da solo per lungo tempo”.

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