ISTITUTI DI SCIENZE RELIGIOSE E “PROGETTO CULTURALE”

“Il sapere credente non può essere appannaggio di un gruppo ristretto di funzionari o di una sorta di casta di eletti, né risultare destinato solo a chi è chiamato al ministero ordinato”. E’ quanto dichiara Giuseppe Lorizio, docente alla Pontificia Università Lateranense, commentando il tema del convegno “Gli istituti di scienze religiose a servizio della fede e della cultura”, che si apre domani, a Roma (fino al 4 giugno) , per iniziativa del Comitato Cei per gli Istituti di Scienze Religiose (Isr). L’obiettivo del convegno – rivolto a direttori, docenti e studenti degli Isr, degli Istituti superiori di Scienze religiose (Issr) e dei Centri teologici – è quello di “consolidare i profili classici degli Isr, presentare percorsi curricolari nuovi ed integrare l’azione degli istituti all’interno del progetto culturale”. La teologia, prosegue Lorizio, in quanto “dimensione del credere”, è “un diritto-dovere del popolo di Dio” inteso come “comunità credente”. Di qui, spiega il professore, la necessità di “rivitalizzare la teologia a partire dalla Chiesa, ma anche di rinnovare la Chiesa in rapporto alla teologia”. E non solo a livello teorico, ma anche dotandosi delle strutture e dei mezzi adeguati: “Come ogni Chiesa – sostiene Lorizio – non può non darsi delle strutture di servizio per la carità temporale, così non può esimersi dal darsi delle strutture di servizio per la carità intellettuale”. In Italia sono 73 gli Isr riconosciuti dalla Cei, mentre gli Issr approvati dalla Congregazione per l’educazione cattolica sono 44, con 11 sedi distaccate. Da un’indagine recente su 67 istituti risulta che, nell’anno in corso, gli studenti sono 7761 e i docenti 1610. Al convegno parteciperanno circa 160 persone, in rappresentanza di una settantina di istituti.

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