ISTAT: GLI IMMIGRATI “SALVANO” L’ITALIA DAL CALO DEMOGRAFICO

“Dovremmo dire ‘grazie’ agli immigrati, visto che sono loro l’unica ‘salvezza’ per un’italia sempre più afflitta dal calo demografico”. Così la sociologa Giulia Paola Di Nicola, direttrice della rivista “Prospettiva persona”, commenta gli ultimi dati Istat, secondo cui, anche nel ’97, per il quarto anno consecutivo, in Italia ci sono state più morti che nascite: i nati vivi sono stati 540.048, i decessi 564.679. A compensare i conti, però, ci pensano i movimenti migratori, visto che per gli immigrati c’è stata una “variazione demografica positiva” di 102.337 unità. La popolazione complessiva (comprendente le persone di cittadinanza italiana e straniera residente abitualmente in Italia) ha raggiunto quota 57.563.354; quanto alla ripartizione geografica, 25.567.030 abitanti (44,4 per cento) sono residenti nelle regioni del Nord, 11.052.605 (19,2 per cento) in quelle del Centro e 20.943.719 in quelle del Sud. I dati Istat, infine, evidenziano che al Nord e al Centro i decessi superano le nascite, mentre nel Mezzogiorno si verifica l’opposto. Per i movimenti migratori, invece, succede il contrario: il saldo è positivo al Centro-Nord e negativo al Sud. Sulla diversità del rapporto nascite-morti nelle diverse parti della Penisola, Di Nicola fa notare che “al Nord il binomio maggior lavoro-maggior benessere riduce la possibilità di una presenza in famiglia, favorita, invece, al Sud, da una cultura più ‘patriarcale’ e tradizionale”. Tutto ciò, per la sociologa, non deve però portare ad un “riflusso”, ma a “pensare in modo nuovo la famiglia, cercando anzitutto di promuovere politiche sociali più adeguate”.

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