CONVEGNO CARITAS, DUE MOZIONI SU CARCERE E IMMIGRATI

Sono state approvate oggi dai 600 partecipanti al XXIV convegno nazionale della Caritas diocesane due mozioni: una sulla legge “Saraceni-Simeone” che sospende la detenzione fino a tre anni e un’altra sulla regolarizzazione degli immigrati. A proposito del carcere i convegnisti ribadiscono che “che il pericolo paventato di un’uscita in massa dalle dei detenuti dalle carceri, non corrisponde a verità, perché non vi sarà alcun automatismo, ma la valutazione caso per caso era e rimane alla discrezionalità dei tribunali di sorveglianza”. L’assemblea si dichiara “stupita” dal fatto che “una legge appena varata a stragrande maggioranza dal parlamento ora sia fatta oggetto di critiche proprio da parte di chi l’ha appena approvata. Ci si preoccupi piuttosto di creare gli strumenti per una sua corretta applicazione. – affermano -. Si produce altrimenti, nella pubblica opinione, una situazione paradossale: ci si commuove giustamente di fronte ad episodi drammatici che avvengono in carcere invocando una diversa applicazione della legge e poi quando si raggiunge un dettato legislativo adeguato lo si critica”. I rappresentanti delle Caritas diocesane denunciano gli “allarmismi ingiustificati” e chiedono di avviare con urgenza “un dibattito attorno alla pena”, al ” tema del recupero sociale di chi commette reati” e alla “questione del risarcimento delle vittime”. “La pena non può ridursi unicamente al carcere” affermano. Per questo propongono di “attivare e promuovere percorsi di sensibilizzazione, formazione, di concreta vicinanza alla gente” che “invoca presenze di prevenzione, solidarietà e sicurezza” ma anche “vicinanza a chi commette reati”. A proposito di immigrazione i convegnisti, insieme alla Fondazione Cei “Migrantes”, chiedono al governo italiano la possibilità di “un’ampia regolarizzazione” degli immigrati “sfruttando al massimo le possibilità previste dalla legge”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Informativa sulla Privacy